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Dopo un anno è stato stampato e pubblicato il volume "Racconti di BORDIGHERA2", a cura di Pier Rossi, Alzani editore. Tra queste storie v iè anche un inedito del 1967, in cui Irene Brin racconta il padre e la genesi della famiglia Rossi in quel di Sasso:

Per leggere il seguito clicca

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E' uscita una biografia romanzata di Irene Brin, autrice Leonilde Bartarelli, editore Graphofeed.

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Per i tipi "HENRY BEYLE" è appena uscito (febbraio 2018) il delizioso volumetto:
" CHE COS'É LA MODA".
Le illustrazioni sono tratte dal Iournal des Dames et des Modes, rivista francese pubblicata tra il 1912 e il 1914.


 

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Su "Sette" è stato pubblicato un bel lavoro su Irene Brin, ma anche sul Manifesto:

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Per i tipi di Atlantide, a cura di Flavia Piccinni, è stato pubblicato un bel volume, in cui sono raccolti i migliori scritti di Irene Brin.
Chi volesse saperne di più, clicchi sui link sottostanti:

Il Piccolo di Trieste
La Repubblica (Robinson)

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Ieri, 30 settembre 2017, nel giardino di Irene, amici svedesi hanno voluto ricelebrare il loro matrimonio, ovviamente in tono un po' scherzoso e con qualche lacrimuccia inaspettata.
Le amiche  della coppia non hanno resistito ad abbandonare le scarpe tacco 12 e a passeggiare a piedi nudi sul vellutato manto erboso del giardino.
Per vedere qualche immagine clicca sulla foto.

C'è anche un VIDEO

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Su Caractère (sia nella versione inglese    che in quella italiana) è sata ricordata Irene Brin e il suo lavoro di giornalista e gallerista; chi volesse leggerlo clicchi sull'immagine.

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E' da poco uscito nelle librerie di Bordighera un bel libro a cura di Pier Rossi, edito da ALZANI EDITORE, dal titolo "Racconti di Bordighera". Tra questi ve ne è uno di Irene Brin: "La distintissima Bordighera"

 

 

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Congratulazioni all'amica, collaboratrice e curatrice dell'evento "Arte e letteratura nel giardino di Irene":
un bacio (Angela e Pino).

 

 

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Nel bel libro di Sandra Petrignani "Addio a Roma"
(Neri Pozza editore, quinta edizione giugno 2013,
immagine di copertina Palma Bucarelli) vi sono numerosi riferimenti a Irene Brin.
Ne visualizziamo solamente uno, e nemmeno il più significativo:

clicca qui

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Il 2 dicembre 2015, alle ore 18,30, il MLAC ha inaugurato la mostra Irene Brin e la Galleria l'Obelisco curata da Rosalba Cilione, Simona Pandolfi e ilaria Schiaffini. L'esposizione ha ripercorso l'attività professionale di Irene Brin e la storia della galleria L'Obelisco attraverso fotografie e documenti provenienti dai fondi archivistici della Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea, dell'Archivio Pasquale De Antonis di Roma, dell'Associazione Irene Brin di Sasso di Bordighera, dell'Archivio La Centrale dell'Arte di Roma, dell'Accademia Costume & Moda di Roma, dell'Archivio Lionello Venturi dell'Università La Sapienza. In mostra un'ottantina di fotografie che ritraggono Irene Brin, le mostre, gli artisti e i frequentatori de L'Obelisco (alcune tratte da scatti celebri di Richard Avedon, Leslie Gill, Pasquale De Antonis), accompagnate da lettere, manifesti e cataloghi di mostre. Una parte del materiale fotografico è stato dedicato al rapporto di Irene Brin con la moda: modelle, aristocratiche e attrici indossano vestiti e accessori prodotti dalle case di moda italiane (Carosa, Fabiani, Fontana, Simonetta, Capucci). E' stato inoltre possibile ammirare l'abito realizzato su disegno di Giacomo Balla per la mostra dedicata all'artista da L'Obelisco nel 1968, che in quell'occasione fu indossato da Irene Brin.

Video

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Mercoledì 16 novembre 2016 Rai Tre ha trasmesso un bel servizio su Irene Brin, dal titolo "Lo stile di una donna"; Il programma era "Il tempo e la storia" di Massimiliano Griner; ha partecipato lo storico Mauro Canali.
Chi volesse vederlo o rivederlo clicchi sull'immagine.

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Su Repubblica di sabato  5 novembre 2016 è è stato pubblicato un  articolo sulla moda degli anni '20, in cui è citato un brano di Irene Brin ( Usi e costumi, "Il guardaroba delle donne", pag. 80, ed. Sellerio)

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Dal 4 ottobre fino al 24 novembre del 2016,
al MACRO di via Nizza, è possibile vedere la mostra
ROMA POP CITY 60-67

Nel bel catalogo, edito da MANFREDI, è citata
la "Galleria dell'Obelisco", che, ricordiamolo, non prese
mai in considerazione il filone POP
e non espose opere di artisti appartenenti a tale corrente.

 Solo nella collettiva BIANCO+BIANCO del 1966
furono invitati gli artisti di Piazza del Popolo.

Per quanto concerne la Maselli, questa espose all'Obelisco
nel 1948, epoca in cui la POP-art non era ancora in nuce

approfondimento

 

 


 

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Ieri, 4 agosto  2016, è stato ripubblicato (corriere della sera) un articolo di Irene Brin del 1968:

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